Concetto spaziale

Immagine Questa mattina mi sono svegliato – in ritardo – e ho acceso la radio, come al solito. Mentre facevo colazione, con latte freddo e biscotti al cioccolato, c’era su radio deejay Fabio Volo che blaterava. Tra una pubblicità e l’altra al suo nuovo libro (?) è stato letto un passo di una poesia di D’Annunzio (ora non chiedetemi quale perché non ero concentratissimo). Sta di fatto che la mia attenzione è stata catturata dalle parole del nostro affermato scrittore a poesia finita: “D’Annunzio era fortunato a non avere il mio editor altrimenti tutte queste ripetizioni gliele avrebbe fatte togliere, tutte tutte. E poi dai, Gabriele, si impara alle scuole elementari che le ripetizioni non si fanno!”

Se queste parole fossero state pronunciate da Giancarlo Magalli, Sasha Grey, Basil L’Investigatopo  o qualunque altro personaggio reale o più o meno di fantasia ci avrei riso su, perché sicuramente sarebbero state ironiche. Il problema è che secondo me il buon Fabio ci crede veramente in quello che ha detto. Già solo il fatto che abbia pensato di mettere sullo stesso piano ciò che lui scrive con ciò che ha scritto D’Annunzio la dice lunga, e poi il commento sulle “ripetizioni”, come le chiama lui (palesando una aberrante mancanza di conoscenza in fatto di teoria del testo poetico), mi ha fatto venir voglia di affogare nella doccia. Superate le manie suicide ho pensato sul serio che siamo degli animali terribili: perché la colpa è “nostra” (con le dovute distinzioni del caso) se FV si sente in diritto di parlare in questa maniera, e mi è tornato alla mente un episodio che è accaduto mentre ero in 5° liceo. L’allora professoressa di arte ci disse che per compito avremmo dovuto scegliere un’opera famosa e riprodurla, punto. Chi sceglieva Botticelli, chi Munch chi Escher. Chi impazziva per provare a riprodurre la Guernica e chi si faceva venire il Parkinson a forza di fare puntini per la Grande-Jatte. Qualcuno voleva perfino tagliarsi un orecchio. Insomma, mentre ognuno di noi si dannava per tentare di realizzare un capolavoro, il mio amico Giovanni – che è sempre stato un genio – ebbe un’idea, ovviamente geniale: prese una tela, la dipinse di rosso e con un coltello vi aprì uno squarcio al centro. Fontana, concetto spaziale. Le opere di Fontana sono esposte al Museo Pecci di Milano (correggetemi se sbaglio) e vengono vendute all’asta per la modica cifra di 9.000.000 di euro. Giovanni, invece, quell’anno prese 2 in storia dell’arte.

Annunci

2 thoughts on “Concetto spaziale

  1. Se non ricordo male ve ne sono diverse di Fontana anche alla GAM di Torino. Credo mi sia morto un neurone quando hai nominato Fabio Volo. Neurone alla seconda per il Fabio Volo che parla. Divertente 🙂 Buona giornata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...