Italiani all’estero

Finalmente vacanze! Qui in Norvegia si fanno le vacanze la settimana prima di Pasqua, e quindi da oggi posso andarmene in biblioteca a scrivere i vari oppgave da consegnare in vista degli esami. Yuhu.

Durante il tempo che ho passato in questa terra straniera ho avuto la possibilità di venire a contatto con moltissimi italiani che si trovano qui per i più disparati motivi: ho conosciuto studenti in erasmus, persone adulte trasferitesi dopo aver perso il lavoro, gente che un lavoro ce l’ha, gente che è qui per caso. Insomma, gente di tutti i tipi che si scontra con una realtà decisamente diversa da quella italiana o del sud dell’Europa in generale.
Va detto che i norvegesi sono un popolo che ha le sue particolarità, non sempre è facile capirli e molto spesso si comportano in modi che faccio fatica a comprendere persino io, che per vari motivi ho studiato la loro cultura e che quindi sono un po’ più preparato dello straniero “medio” che viene qui senza background sufficiente.

Tra tutti gli italiani che ho conosciuto ce ne sono molti che sono persone piacevoli e “ragionevoli” mentre ce ne sono altri che proprio non riesco a decifrare. Cominciamo:

  1. L’italiano che voleva vivere in Salento
    Se il tuo motto è “Salentu, lu sule lu mare e lu ientu” forse non avresti dovuto chiedere l’erasmus in Norvegia. Tantomeno dovevi venirci a fare il cameriere/lo spazzino/il pescivendolo o quello che ti pare. Basta guardare un documentario di Disney Channel o guardare l’Era Glaciale per capire che in Norvegia fa freddo e piove e nevica e la temperatura va sotto zero. Altrimenti puoi andartene in Spagna. O smetterla di lamentarti.
  2. L’italiano che non voleva imparare la lingua
    Si sa che noi italiani non siamo portati per le lingue. Abbiamo difficoltà a spiccicare due parole di senso compiuto in inglese figuriamoci in norvegese. No no, che sei matto? Io il norvegese non lo imparerò mai, che ci devo fare?
    “Certo che questi norvegesi sono proprio antipatici. Sono 5 anni che lavoro qua e non ho conosciuto nessuno. Sono freddi, sono chiusi, non ti parlano. Che gente. Il mese scorso sono andato a Cuba e ho recuperato: ho parlato con tutti! Che bello!”
    “Ma tu lo parli il norvegese?”
    “No. Però lo spagnolo lo parlo benissimo!”
    Ecco appunto.
  3. L’italiano che voleva trovare l’oro
    Una buona parte delle persone che ho incontrato qui o che mi hanno contattato sono persone che speravano di venire nel paese più costoso del mondo senza arte né parte, schioccare le dita, e trovare un lavoro coi fiocchi. Io non vorrei deludere nessuno, però il fatto che la Norvegia abbia un welfare invidiabile non implica che stiano a regalare i loro soldi al primo arrivato: venire qua senza degnarsi di imparare un po’ di lingua, senza esperienze particolari e senza una forte motivazione non è proprio la decisione migliore al mondo. Anche perché sopravvivere un mese qui senza lavoro equivale a spendere una fortuna.
  4. L’italiano che: “Non so parlare l’inglese”
    Evoluzione de “l’italiano che non vuole imparare la lingua”, questo pokemon è in grado di comunicare solo con i suoi simili a causa di gravi lacune linguistiche. Per questo lo incontri sconsolato fuori dalla porta degli uffici dello studentato che ti chiede: “Dovevo venire qui a ritirare la chiave per entrare nell’appartamento ma non c’è nessuno. Che potresti chiamare tu che io non so parlare in inglese?”
    Auguri figlio mio, ti auguro tanta fortuna, ne avrai bisogno.
  5. L’italiana figa di legno
    Non poteva ovviamente mancare l’italiana figa di legno. Quella che un giorno ti dice seriamente: “No no, io con quelli che abitano nel mio studentato non ci andrei mai, soprattutto con gli italiani. Solo norvegesi” mentre tu te la ridi perché la sera prima l’hai vista nel club dello studentato  che ballava e si strusciava su tutto lo “strusciabile”.  Saranno punti di vista. Dal mio punto di vista adesso non so se regalarle un bavaglino rosa o blu.
  6. L’italiano mdf
    All’italiano mdf basta una birra per andare “lungo”. Porta con orgoglio un barbone che è tanto di moda quanto una selfie di Miley Cyrus e indossa 8 giorni su 7 una maglietta con scritto: “C’è un nome per gli uomini senza barba: donne”. Galvanizzato dalla sua sessualità affermata da una maglietta comprata a ZaraUomo, l’italiano mdf riempie una stanza di testosterone non appena entri un individuo di sesso femminile, urlando e prendendo a cazzotti i frigoriferi. Ci proverà con ogni sfortunato sostantivo femminile che incroci il suo cammino: donne, ragazze, porte, sedie, etc. etc.
  7. L’italiano che odia tutti gli italiani descritti sopra
    Un mio caro amico.

(Lo so che non tutti gli italiani sono così, come ho detto ce ne sono alcuni davvero piacevoli e simpatici. So anche che non sono SOLO gli italiani ad avere pretese assurde o a mancare di capacità di giudizio a volte, ma io sono italiano e l’idea me la faccio sui miei connazionali. In ultimo, so anche che persino io potrei rientrare in una qualche categoria poco simpatica, non mi offendo mica!)

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